Band
1971Quanto di più indefinibile si possa pensare. Live at Pompei dei Pink Floyd, un flusso di immagini e suoni basato su registrazioni dal vivo senza pubblico. A Pompei, città morta, riesumata dall’archeologia sotto la colata lavica del 79 dC dal Vesuvio.
Una serie infinita di preterizioni.
Ci si può solo immergere: viaggi stellari trascinano in una vibrazione interiore continua. Suono puro e solo in un’arena ellissoidale; statue nere si trasformano in cocker in estasi, affreschi e fumi sulfurei. Arresto temporale. Respiro e battito circolari.
Suoni e immagini inestricabili.
La scelta dei pezzi è da lasciare senza fiato; praticamente niente canzoni, flussi suite prolungate di perfezione e struttura divina: Echoes e Carefull with that Axe Eugene in primis, One of these days monolitica. Dolcezze soniche vibranti a volte si accartocciano in distorsioni elettroniche, a volte si intessono con ritmi serrati e crescenti, note pure di chitarra aleggiano su martelli di basso e tappeti di tastiere. Le voci varie e soavi contrappuntano ogni tanto.
Un viaggio:
Tutto questo è ciò che la band MAD-Pink Floyd Experience, vuole riportare alla luce, creando fedelmente le atmosfere del tempo, utilizzando la medesima strumentazione, il tutto condito da videoproiezioni che proiettano il pubblico in una nuova dimensione.
